Bio
Sono nato a Milano nel 1970 e sono cresciuto intellettualmente, emotivamente e spiritualmente nel clima postmoderno degli anni Ottanta, sviluppando una smodata passione per i gruppi post-punk e new wave della perfida Albione ed un’autentica perversione adolescenziale per la Letteratura Decadente e la Pittura Preraffaelita e Simbolista.
Ho studiato Storia dell’Arte all’Università Statale di Milano, ma essendo fatalmente impegnato a divorare libri di ogni genere e ad ascoltare i dischi degli Smiths, il mio corso di studi ha finito per somigliare ad un lungo, indigesto romanzo di formazione. Il mio primo articolo, scritto per un’oscura rivista di fumetti, è stato un appassionato excursus sulla letteratura vampirica dell’Ottocento.

Con Gianni Dessì da Nicola Pedana, Caserta
Sono diventato giornalista pubblicista scrivendo di Arte, Letteratura e Cinema e poi ho iniziato una breve, ma rocambolesca avventura tra le redazioni di programmi televisivi e radiofonici di Rai e Mediaset. Ho lavorato per Claudio Cecchetto alla redazione del programma live 99 alle 9 e della storica Hit Parade negli studi Rai di Corso Sempione a Milano.
Vittima di un rito voodoo, sono stato confinato per tre anni nella redazione di un giornale di Elettronica di Consumo, dove ho scoperto che si può scrivere di qualsiasi argomento, perfino di telefonini e televisori al plasma. Intanto, sono diventato collaboratore di Flash Art, l’autorevole magazine che mi ha aperto le porte del dorato mondo dell’arte contemporanea milanese.

Con Vanni Cuoghi al Museo di Crema
Ho scritto recensioni, intervistato centinaia di artisti e curato le prime mostre in gallerie e spazi pubblici, riuscendo così a spezzare l’incantesimo vodoo. Ho iniziato poi una collaborazione con la rivista Arte (Cairo Editore) e, poi, insieme a un manipolo di giovani curatori e critici d’arte ho inventato la rassegna “Allarmi”, che per quattro anni consecutivi (2004-2008) ha invaso le dismesse camerate della Caserma De Cristoforis di Como con centinaia di opere di artisti italiani e stranieri.
Nel 2008 ho pubblicato il mio primo libro, Laboratorio Italia. Nuove tendenze in pittura (Johan & Levi editore), che ho presentato alla Triennale di Milano e ad Artefiera di Bologna. L’anno successivo ho curato una sezione della IV Biennale di Praga, dove è nato il progetto Italian Newbrow, un work in progress che si proponeva di documentare le attitudini pop, gotiche e folk della giovane arte italiana. Nel 2010 Italian Newbrow è diventato un libro edito da Giancarlo Politi editore dal quale sono scaturiti una serie di progetti espositivi che hanno portato alla partecipazione a Scope New York (2010) e alla realizzazione di mostre pubbliche alla Pinacoteca Civica di Como (2012) e al Fortino di Forte Dei Marmi (Allemandi Editore, 2012) e a un fitto calendario di conferenze. Italian Newbrow è stato perfino citato nel film I soliti Idioti (2011) di Enrico Lando e Gianni Canova ne ha scritto in un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano.
Nel frattempo, ho proseguito la mia attività critica scrivendo per importanti artisti italiani e internazionali, tra cui Allen Jones, Ronnie Cutrone, Ben Patterson, Gary Baseman, Clayton Brothers, Victor Vasarely, Alberto Biasi, Paolo Icaro, Salvo, Arcangelo, Marco Lodola, Valerio Adami, Giuseppe Uncini e Mario Nigro.
La mia improvvida inclinazione per il talent scouting, mi ha portato a condurre seminari e workshop per aspiranti artisti prima presso il CRAB (Centro di Ricerche dell’Accademia di Brera), poi con l’associazione culturale CircoloQuadro di Milano.
Per il resto, ho continuato a leggere saggi e letteratura di genere fantastico e fantascientifico, ad ascoltare enigmatiche band britanniche, a comprare la rivista Rumore (di cui continuo a non capire nulla!!!). Ho due figlie adolescenti, Bianca e Giuditta, e una compagna, Chiara, che mi impediscono quotidianamente di scivolare in una pericolosa deriva solipsistica. Adoro Philip Dick, Mark Fisher, Timothy Morton, il film The Commitments, Franco Bolelli, Neil Gaiman, Robert Williams (il pittore), Henry Darger (a suo modo anche lui pittore) e l’arte senza “libretto d’istruzioni”. Mi arrendo a queste sole forme di depravazione: la ricerca spirituale, i libri sull’esoterismo e (qualche volta) i manuali di self-help.








bello come il sole 😉
Grande Ivan!!!
Un professionista, un batterista mancato, un caro, caro, amico.
sono fiero di te, anche se hai eluso l’ educazione in Repubblica