Archivio | dicembre, 2012

Spirito Italiano

13 Dic

Cari amici, vi segnalo un’iniziativa coraggiosa e intelligente , inaugurata ieri sera da Eugenio Borroni, collezionista da sempre attento alle evoluzioni dell’arte italiana che ha deciso di monitorare i talenti emergenti con orgoglio e finalmente senza complessi d’inferiorità. Con questa rassegna l’amico Eugenio ci mostra in prima persona che la ricetta per fare uscire l’arte italiana dal suo presunto (e solo tale) “stato di minorità” consiste nel crederci con passione e fiducia. Io ci credo. Bravo Eugenio!!!

Chissà che qualche istituzione possa trarre ispirazione dalla tua iniziativa.

FABBRICA BORRONI presenta SPIRITO ITALIANO
un progetto per la rinascita della giovane arte italiana

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Il sistema dell’arte italiano sta morendo soffocato dalla situazione in cui si è messo da parecchi anni:  gelido, elitario, una cupola mafiosa composta da due o tre riviste, quattro gallerie, poche decine di collezionisti “guidati”.  Molte gallerie hanno chiuso o chiuderanno, le maggiori Fiere come Artissima, Miart e Bologna sono ormai in mano a poche persone senza scrupoli che hanno come obiettivo solamente il guadagno. I giovani artisti sono trattati come servi o schiavetti, non vengono pagati, le loro opere si perdono misteriosamente nei meandri delle gallerie, ricevono false promesse per mostre che non si faranno mai, o se si faranno dovranno pagare catalogo, inaugurazione,tutto.
Questi non sono galleristi, sono affittacamere senza vergogna o nella migliore delle ipotesi mercanti travestiti. Così tanti giovani artisti sono scoraggiati, inerti, non sanno come reagire e quasi sempre non possono reagire, stanno ancora ad aspettare che questi squallidi personaggi si degnino di prenderli in considerazione. E vivono nella paura di ribellarsi a questo stato di cose, temendo di essere esclusi per sempre dai giri che contano. Tutto questo deve finire perchè  è un sistema marcio, una palude insopportabile, un affronto a chi vive per l’arte sperando anche solo di essere preso in considerazione. L’arte deve diventare accessibile a tutti, non può essere più ostaggio di una squallida minoranza che difende i suoi privilegi.  Per fortuna esiste , e oggi vive malamente, una moltitudine di artisti, curatori, giovani e veri galleristi in pectore, possibili nuovi collezionisti, sinceri appassionati d’arte che non possono,non debbono e non vogliono  entrare in questo sistema, e perciò o si adattano rinunciando ai loro ideali e alla loro voglia di costruire qualcosa di nuovo, o continuano a lottare e a progettare ma rimanendo per ora ai margini del sistema. L’arte è diventata inaccessibile se non per pochi eletti, che discutono fra loro e purtroppo decidono ancora oggi il destino degli artisti, in base a considerazioni che di artistico hanno poco o nulla..
Ma non dobbiamo disperare, soprattutto non dobbiamo rassegnarci: dopo il lusso, il fashion, l’apparire piuttosto che l’essere, dopo la lenta agonia di questi “valori”, la cultura in tutte le sue forme sarà il faro principale per tutti, non solo per i giovani.  In questa prospettiva ciascuno di noi dovrà svolgere al meglio la sua parte, operando perché tutti gli obiettivi vengano raggiunti nel loro insieme, e stando certi che i risultati anche economici saranno sorprendenti. Stiamo andando molto rapidamente verso uno stile di vita più tranquillo, se vogliamo più modesto, ma molto più utile per essere costruttori e protagonisti dei nuovi tempi. L’Italia è sicuramente in uno dei suoi periodi più difficili, e spetta a tutti noi decidere come ne uscirà e agire di conseguenza.
Prima però dovranno essere ristabiliti valori e modelli di comportamento che poco hanno a che fare con quelli che ancora attualmente resistono.  Il vuoto esistenziale, l’incerta prospettiva di un futuro problematico ci devono spingere ad agire immediatamente, ognuno per le sue competenze.

Garritani_-_The_fall_80x100,_stampa_su_carta_di_cotone_applicata_su_D-Bond,_2012[1][7]

Debora Garritani, The Fall

SPIRITO ITALIANO, il nuovo progetto di Fabbrica Borroni, vuole rispondere a questa grave situazione fondandosi  su due pilastri : l’attenta scelta curatoriale, e la correttezza e la trasparenza dei rapporti.
Diciotto giovani artisti sono stati attentamente selezionati da Fabbrica Borroni.Una volta effettuata la scelta degli artisti meritevoli, è stato proposto e firmato un contratto che impegna gli artisti e Fabbrica Borroni all’esposizione e alla vendita delle loro opere attraverso una serie di eventi e manifestazioni.Il contratto scritto  contiene ben chiari obblighi e doveri reciproci. Per la prima volta il giovane artista conosce perfettamente quando e come potrà esporre, quale sarà il suo beneficio e in quali tempi. L’artista comunque rimarrà libero di rapportarsi con le altre realtà come ad esempio gallerie,istituzioni,musei,concorsi. L’obiettivo del progetto è quello di riavvicinare tutte le persone che lo desiderano all’arte e ai suoi protagonisti, e rifondare i rapporti fra i vari protagonisti del sistema,liberandolo e liberandoli dalla situazione attuale giunta oltre ogni limite di decenza.

SPIRITO ITALIANO, oltre ad essere un progetto fortemente innovativo, è soprattutto un appello e un richiamo a tutto il mondo dell’arte perchè prenda coscienza della gravità della situazione, e cominci ad agire: le infinite discussioni, i lunghi dibattiti fatti sempre dalle stesse persone sono finiti, adesso è l’ora del fare concretamente.
In particolare Fabbrica Borroni è nata e si è sviluppata come una struttura culturale indipendente e autofinanziata che ha come oggetto il sostegno e lo sviluppo della giovane arte italiana .L’origine e l’idea fondante è naturalmente la Collezione Borroni, ormai nota a livello nazionale, e lo sviluppo quasi ovvio è stato di organizzare una lunga serie di mostre rivolte ai giovani e giovanissimi talenti italiani. Tutto ciò con l’intervento di giovani o giovanissimi curatori, anche alle prime armi, proprio per dimostrare la verità di quello che sosteniamo da sempre: al di là e al di fuori del sistema esiste il già citato terzo livello, e da quello bisogna partire. L’intenso, continuo dialogo fra giovani artisti, curatori, visitatori della Collezione, appassionati d’arte, l’accoglienza e l’esame accurato del lavoro, le esperienze acquisite organizzando mostre e visitando quanto è possibile nel mondo della giovane arte in Italia e all’estero, ci convincono a non rimanere più semplici osservatori di un sistema in condizioni gravi se non pessime, bisognoso di una nuova iniziativa che prenda atto delle nuove istanze artistiche ed economiche, e che considera inesorabilmente invecchiato e spento il sistema dell’arte in Italia in tutte o quasi le sue componenti.
Spirito Italiano™ vuole essere e sarà un nuovo modo di concepire i rapporti fra le varie parti in causa, prima fra tutte i giovani artisti italiani, in modo da stabilire con loro rapporti di collaborazione basati su chiarezza, legalità e trasparenza oltre naturalmente all’osservazione e all’apprezzamento del loro lavoro.

Qui tutto il programma dell’iniziativa:

http://www.spiritoitaliano.org    www.fabbricaborroni.it

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My Playlist #2

11 Dic

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 The Blue Nile – Hats

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Un disco ogni sette anni, per un totale di quattro album e una maniacalità nella cura del suono, fanno dei Blue Nile una delle più interessanti band scozzesi del periodo post punk. Un suono notturno, romantico, che si distende sull’immaginario sfondo di un panorama urbano silente, innaffiato di pioggia e attraversato da “sovrumani silenzi e profondissima quiete”, contraddistingue Hats, seconda e più matura prova del gruppo di Glasgow, datata 1989.

La band nasce quando gli amici Paul Buchanan (voce) e Robert Bell (basso), laureati in Letteratura Inglese, incontrano Paul Joseph Moore, laureato in Ingegneria Elettronica e Matematica, e prende subito la forma di un bizzarro trio senza batteria, ossessionato dalla ricerca di un suono elettronico limpido, a cui si appoggiano una voce calda e una linea di basso costante e ripetitiva. La loro sigla stilistica, basata su accordi semplici e sulla creazione intenzionale di paesaggi sonori malinconici e ad alto gradiente emotivo, rivela le potenzialità del gruppo già nell’album d’esordio, A Walk Across the Rooftops (1983), in cui spicca il singolo Tinseltown in the Rain, che purtroppo raggiunge solo l’ottantasettesimo posto nella classifica UK. Sarà, invece, Hats (Linn Records con licenza alla Virgin) a decretare il successo del trio, guadagnando nel 1989 la dodicesima posizione delle album chart inglesi.

Il disco, considerato all’unanimità il migliore della band, conferma l’attitudine romantica preannunciata dalla copertina, esibendo sette tracce che scivolano sul cantato intenso e appassionato di Buchanan, a costruire un pop estremamente elegante, dominato da atmosfere rarefatte che scorrono su ritmi minimali e sonorità dilatate.  Tre i singoli dell’album, da The Downtown Lights a Headlights on the Parade e Saturday Nights, ma la perla assoluta è la terza traccia, Let’s go out tonight, uno spleen che s’insinua nel cuore e nell’anima come il dolceamaro ricordo di un amore perduto. Ed è, proprio, agli alti e bassi dell’amore che sono dedicate quasi tutte le liriche di questo disco perfetto, un vivido diamante nella discografia britannica degli anni Ottanta.

Poveri direttori, povera Italia…

6 Dic
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Piero Della Francesca alla Galleria degli Uffizi, Firenze

Oggi, da un articolo del Corriere della Sera apprendiamo che il direttore degli Uffizi percepisce uno stipendio mensile netto di 1780 euro, ben 11 volte di meno del direttore generale della Consob. L’attuale direttore della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, invece, percepisce un compenso mensile netto di 1765 euro, ben 16 volte di meno della pensione mensile dell’ex segretario generale del senato Antonio Malaschini. Una cosa che ha davvero dell’incredibile e che ci da la misura di quanto poco conti la cultura nel nostro paese.

Aggiungeteci il fatto che la categoria degli insegnanti in Italia è tra le più bistrattate e malpagate d’Europa e avrete la certezza che questa nostra bellissima penisola è davvero nello sterco fino al collo (dello stivale).

Che cosa si può fare per uscire da questo stato di barbarie? Io aspetto le elezioni con trepidazione per mandare a casa quel manipolo di farabutti che ci ha ridotto in questo stato. Ma è possibile che l’unico strumento siano le elezioni? Francamente, ci vorrebbe un’insurrezione popolare!!! Oppure ci si deve augurare che l’Italia venga commissariata da stati sovrani più saggi del nostro, perché si possa ristabilire uno stato di normalità?

Sapete che in Giappone, l’unica categoria di persone dispensate dall’inchinarsi davanti all’imperatore è proprio quella degli insegnanti? Ecco, mi piacerebbe vivere in un paese che rispetta la cultura e soprattutto chi la insegna e la diffonde.

ATTAINING YOUR DESIRES

3 Dic

Nel 1929, Genevieve Bherend, intervistando il giudice Thomas T. Troward sul potere dell’intelligenza, ottenne questa risposta:

“Più grande è la tua intelligenza e più facilmente potrai attivare il grado più alto di energia. Più sviluppi la tua intelligenza (e non intendo la lettura di libri o il nozionismo, ma l’auto-educazione) e più vedrai svanire impercettibilmente le vecchie idee su ciò che non sei e su ciò che non puoi essere, fare o avere”.

Queste e altre cose nell’ultimo libro di Joe Vitale, How to attain your desires

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Paolo De Biasi, Personal Armageddon, 2011