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Hauntology. Natura spettrale della pittura 


Filippo La Vaccara. Figura





Vanni Cuoghi. Fondali oceanici / Submariner

di Vanni Cuoghi (Autore), Giulia Cassini (Autore), Nicoletta Castellaneta (Autore), Elisabetta Polezzo (Autore), Ivan Quaroni (Autore)










Angelo Barile. Aristocratica




Carlo Nangeroni. Il dominio della luce














Catalogo della mostra (Milano, 23 marzo – 21 maggio 2017). Ediz. illustrata Copertina rigida – Illustrato, 25 maggio 2017



Catalogo a cura di Ivan Quaroni, stampato in occasione  della mostra personale di Giovanni Maranghi intitolata “Rumore di fondo”, alla Cà dei Carraresi di Treviso. A prescindere dall’interesse per la bellezza eccedente e a tratti artefatta delle sue donne, dove cosmesi e ornamento si fondono a tracciare una nuova identità, il disegno è per Maranghi soprattutto un’imprescindibile forma espressiva, cui sono subordinate le indagini cromatiche e le sperimentazioni tecniche sui materiali. 




James Bond spiegato ai cinefili 









Vanni Cuoghi. Da cielo a terra

di Ivan Quaroni (Autore) e Riccardo Calimani (Autore)















Giorgio Griffa. «Silenzio: parla la pittura»


Catalogo della mostra curata da Ivan Quaroni e prodotta dalla Shanghai International Culture Association con il patrocinio di Expo 2015, Regione Lombardia, Comune di Milano e China Corporate United Pavilion – Expo 2015. Un centinaio le opere esposte, a tessere un dialogo tra la filosofia dell’incisione propria della cultura occidentale e quella di tradizione invece orientale. Domenica Regazzoni e Lu Zhiping. 



Giovanni Maranghi torna, dopo anni, ad esporre a Firenze, in quella splendida cornice che ha visto ospitare mostre dei più grandi protagonisti dell’arte del ‘900: Palazzo Medici Riccardi. Una mostra/racconto, dove Maranghi narra il suo trascorso emotivo ed artistico degli ultimi trent’anni, attraverso il gesto a lui più congeniale: il disegno.
Il progetto infatti si basa completamente sulla realizzazione di un’unica opera complessiva che occuperà tutte le stanze messe a disposizione all’interno del palazzo. Il prezioso catalogo, prodotto da Casa d’Arte San Lorenzo, in occasione della personale di  “UNA STORIA IN BIANCO”, allestita nei prestigiosi spazi di Palazzo Medici Riccardi a Firenze nel periodo novembre 2014 – gennaio 2015 con la preziosa curatela di Ivan Quaroni, fa bella mostra di sè insieme altre “chicche” preziose sul sito della Bandecchi e Vivaldi di Pontedera, nella sezione Cataloghi d’Arte.




Arturo Bonfanti. Pavatex e rilievi 





Catalogo dell’esposizione, organizzata da SG arte, col patrocinio del Comune di Besana Brianza, che presenta le opere di cinque artisti – Vanni Cuoghi, Enzo Forese, Riccardo Gusmaroli, Mimmo Iacopino, Kazumasa Mizokami – , i quali trovano proprio nella leggerezza, la cifra espressiva più caratteristica del loro lavoro. Infatti, seppur partendo da stili, tecniche e codici linguistici diversi, questi autori sono accumunati da uno stretto controllo formale, da una pratica paziente, quasi miniaturistica, che non lascia spazio a improvvisi cedimenti e in cui l’approccio ironico e giocoso convive con lo slancio lirico e introspettivo.





Monica Marioni. Rebus


Vanni Cuoghi. Aion. Giochi, giardini e altre delizie







Marco Demis



L’arte è prima di tutto una testimonianza del tempo, un’espressione delle forze e delle urgenze che operano in un dato periodo. Se l’opera d’arte non riflettesse il mondo in cui è stata concepita allora il suo valore sarebbe necessariamente ridotto. Giuseppe Veneziano ha assunto un ruolo chiave in questo senso. Più volte si è autodefinito un “cronista dell’arte”, con l’intenzione di difendersi dalle accuse che gli sono state rivolte di voler a tutti i costi provocare e scandalizzare il pubblico. L’idea dell’artista è, invece, di rispecchiare attraverso la sua opera le ossessioni dominanti della società contemporanea. In una recente intervista Veneziano ha sostenuto che “l’arte non si occupa di sole bellezze e meraviglie, ma anche degli aspetti meno piacevoli della realtà. Come il dolore. Se un’opera d’arte tratta una tematica violenta o utilizza immagini violente, non è l’artista che sta speculando sul dolore, ma è la società stessa che lo sta facendo”. Per Veneziano la “modernità” è prima di tutto “contemporaneità”, ossia convivenza simultanea di passato e presente, di realtà e finzione, di menzogna e verità entro i confini di un’unica dimensione fluida e indifferenziata. Quella, davvero post-moderna, della nuova arte pop.