Tag Archives: Pierpaolo Febbo

Italian Newbrow corre sul web

28 Gen

Ecco un elenco di tutti i siti web degli artisti di Italian Newbrow. Tutto quello che avreste voluto sapere e non sapevate dove trovare….

Cominciamo con la pagina FB di Italian Newbrow, con tutte le news e le nuove opere postate direttamente dagli artisti.

Italian Newbrow

https://www.facebook.com/ItalianNewbrow

Italian Newbrow

Ed ecco invece i siti dei principali artisti del movimento:

Vanni Cuoghi

http://www.vannicuoghi.com/it/

Cuoghi

Giuseppe Veneziano

http://www.giuseppeveneziano.it

Veneziano

Giuliano Sale

http://www.giulianosale.com

Sale Silvia Argiolas

http://www.silviaargiolas.com 

ArgiolasPaolo De Biasi

https://www.facebook.com/pages/paolo-de-biasi/158287757578428?fref=ts

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Michael Rotondi

http://michaelrotondi.blogspot.it

Rotondi Massimo Gurnari

http://massimogurnari.it 

GurnariDiego Dutto

http://www.diegodutto.it 

Dutto

Alice Colombo

http://www.alicecolombo.com

Colombo Eloisa Gobbo

http://www.eloisagobbo.it

GobboFulvia Mendini

https://www.facebook.com/fulvia.mendini

Mendini Elena Rapa

http://elenarapa.blogspot.it

Rapa

 Marco Demis

http://www.marcodemis.com 

DemisMassimiliano Pelletti

http://www.massimilianopelletti.com

Pelletti Tiziano Soro

http://tizianosoro.com/ita/home.html

Soro

Michela Muserra

http://mumiki.com

Muserra

Pierpaolo Febbo 

http://pierpaolofebbo.tumblr.com

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Infine, ecco un elenco di gallerie che trattano il lavoro di alcuni artisti di Italian Newbrow:

Area\b gallery, Milano

http://www.areab.org

Vanni Cuoghi

Paolo De Biasi

Silvia Argiolas

Giuliano Sale

Massimo Gurnari

Michael Rotondi

Pierpaolo Febbo

Eloisa Gobbo

Alice Colombo

Marco Demis

Tiziano Soro

 b

Antonio Colombo Artecontemporanea, Milano

http://www.colomboarte.com

Giuliano Sale

Silvia Argiolas

Elena Rapa

Vanni Cuoghi

Colombo

L.E.M., Sassari

Silvia Argiolas

Diego Cinquegrana

Giuliano Sale

 L.E.M.

Roberta Lietti Arte Contemporanea, Como

http://www.robertalietti.com

Vanni Cuoghi

Fulvia Mendini

Lietti

Artforkids, Como

Alice Colombo

Fulvia Mendini

Vanni Cuoghi

Artforkids

Contini Art Gallery, Venezia

http://www.continiarte.com

Giuseppe Veneziano

Contini

Colla. E la pittura diventa ibrida

5 Set

La storia inizia nell’estate del 1912, con Braque e Picasso che inventano i papiers collés e introducono nelle loro opere ritagli di giornale, spartiti, carte da gioco, tappezzerie, carte da imballo, insomma frammenti di realtà che hanno lo scopo di animare le loro scomposizioni cubiste. Anche i Futuristi italiani usano la tecnica del collage, estremizzando gli effetti materici con l’impiego della carta stampata e l’inserimento di effetti tipografici. Nella memoria iconografica occidentale il collage è strettamente legato alle avanguardie storiche ed è connesso tanto alla natura irriverente del divertissement, quanto all’esigenza di nuove sperimentazioni formali.

Olindo se ne và.collage su carta.33x24 cm.2010

Michael Rotondi

La satira politica fu un ulteriore tassello aggiunto da dadaisti come John Heartfield e George Grosz, che negli anni Venti utilizzano il collage per contrastare la propaganda hitleriana e nazista. I Surrealisti, invece, accentuano l’aspetto onirico e fantastico delle loro combinazioni iconografiche, come nel caso più eclatante dei romanzi-collage di Max Ernst, intitolati Rêve d’une petite fille qui voulut entrer au Carmel e Femme 100 têtes.

Arcangelo

Arcangelo

Una componente marcatamente geometrica hanno i collage costruttivisti russi, che introducono elementi di carattere architettonico, mentre nella Pop Art inglese, specialmente in elementi dell’Indipendent Group come Eduardo Paolozzi e Richard Hamilton, prevalgono immagini di carattere pubblicitario prelevate dalle riviste. Il collage diventa tridimensionale prima con i Merzbau di Kurt Schwitters, poi con i Combine Paintings di Robert Rauschemberg, le opere di Jim Dine influenzate dal costruttivista russo Iwan Puni e gli assemblage di Tom Wesselman. Il collage si trasforma addirittura in décollage nelle opere di Hains, Rotella e Villeglé, che procedono sottraendo, anziché aggiungendo, frammenti di carta.

Nicola Di Caprio, Tonalità Hardcore, collage e tecnica mista su carta, 30x40 cm., 2010

Nicola Di Caprio

Il collage rappresenta quindi un momento importante e fondante dell’estetica contemporanea, che giunge a influenzare non solo l’arte, ma anche l’advertising e il design. Basti pensare al fatto che una delle più celebri copertine di dischi di tutti i tempi, Sgt. Pepper dei Beatles, è un collage realizzato dal pop artista inglese Peter Blake, oppure all’invenzione della grafica punk, con designer come Jemie Reid, autore della copertina di Never Mind The Bollocks dei Sex Pistols, il quale dichiarava di ispirarsi ai Merzbau di Kurt Schwitters.

Il motivo per cui alcuni artisti contemporanei sono tornati a usare questa tecnica consiste nel fatto che oggi, come durante tutto il corso del Novecento, essa consente d’inserire elementi extrapittorici in un contesto prevalentemente dominato dal disegno e dalla pittura. L’inserto di frammenti prelevati dal quotidiano, in particolare caratteri di stampa, fotografie, carte prestampate, pezzi di stoffa e quant’altro, permette la diversificazione degli effetti materici dell’opera e rende il fotomontaggio un espediente squisitamente pittorico. Col collage si verifica, infatti, una fagocitazione della fotografia da parte della pittura (e del disegno) che suona, al contempo, come sorta di dichiarazione di preminenza da parte di quest’ultima. Nel collage prevale la logica della composizione grafica e pittorica a scapito della rappresentazione foto realistica. I frammenti di realtà presenti nel collage sono inscritti in un quadro compositivo dominato dalla scrittura allusiva e metaforica. Qui il frammento prelevato dalla realtà assume, piuttosto, un valore metonimico. Il frammento diventa rappresentativo sintetico di una totalità più vasta. Oppure, paradossalmente, perde la sua identità originaria per assumere una nuova semantica, sia essa di ordine iconografico, cromatico o spaziale.

In ogni caso, il collage sostituisce la stratificazione pittorica con quella iconografica e la composizione ex-nihilo con l’evocazione del déjà vu. L’interpretazione di Jiří Kolář, invece, è esistenziale quando afferma, sul filo dell’allegoria, che “la vita pone su di noi sempre nuovi strati di una carta invisibile. Uno strato ci fa dimenticare l’altro. E quando riusciamo a staccare o addirittura a strappar via qualche strato, siamo sorpresi di quante cose stanno dentro di noi. Quante cose che il tempo non ha eliminato ci portiamo dentro!”.

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Vanni Cuoghi

La colla, ingrediente essenziale del collage, può essere considerata un simbolo. Il concetto stesso di simbolo preconizza le proprietà adesive della colla. Il termine “simbolo” deriva dal greco syn-ballein, che significa, appunto, “unire insieme” due parti distinte. Il collage non è altro che l’unione di parti distinte, una stratificazione e sovrapposizione di frammenti che vanno a comporre una nuova unità di senso. Esattamente come il simbolo, che unendo due termini produce un significato ulteriore.

equilibri,collage_e_tec.mista_su_cartone_telato_e_cornice,23x23,2010

Alice Colombo

Dove risulta più evidente il lavoro di stratificazione è nei collage di Arcangelo, che accumula e sovrappone carte e segni all’insegna di un armamentario iconografico che reca in sé una moltitudine di riferimenti e allusioni. Frammenti di carte auree e argentee s’intersecano con figure falliche e totemiche, che precipitano lo sguardo dell’osservatore in una dimensione archetipica e ancestrale. La pasta pittorica ricalca la fragranza organica delle paste vegetali nelle raffigurazioni rupestri, evocando una dimensione primigenia che l’artista ascrive alla cultura e al territorio sannita, dove nel corso della storia si sono succedute molteplici civiltà, da quella italica autoctona a quella romana, dalla bizantina alla longobarda. Anche in questi collage, così come nelle carte, nelle tele e nelle sculture, Arcangelo riesce col suo racconto pittorico a collegare le proprie visioni individuali con il patrimonio iconografico collettivo della propria terra d’origine. Il Sannio diventa così un luogo mentale e metamorfico in cui si addensano suggestioni storiche, pulsioni psichiche e urgenze contemporanee.

arcangelo1

Arcangelo

Stratificazioni di ordine diverso sono quelle evocate dai collage di Bartolomeo Migliore, che non possono prescindere dal contesto della cultura metropolitana entro cui si sviluppano. L’artista prende le mosse dall’eredità estetica del punk elaborando un linguaggio in cui convergono molteplici influenze visive.  Migliore usa lettering e loghi, coniugando le loro potenzialità espressive alla spontaneità delle scritte e dei graffiti che ritroviamo sui muri delle grandi città. L’artista si concentra sulla capacità d’impatto delle parole, sull’eloquenza grafica delle lettere per esprimere il proprio paesaggio interiore, dove la musica ha un ruolo rilevante. Le frasi e i simboli disegnati su carte di recupero dall’artista torinese sono, infatti, frammenti di titoli o versi di canzoni, attraverso cui è possibile ricostruire una mappa della sua mitografia rock.

Bartolomeo Migliore, Strike, tecnica mista su carta, A4, 2009

Bartolomeo Migliore

Nicola Di Caprio indaga l’universo della musica rock e pop in tutta la sua estensione, ponendo attenzione soprattutto alla grafica e alla comunicazione ad essi legati. In particolare, Di Caprio indaga i meccanismi identificativi dell’individuo rispetto alla mitografia pop, usando il frasario e l’iconografia musicale come un codice di riconoscimento sociale. Nei suoi collage il repêchage coinvolge anche la storia dell’arte. Con uno stile prossimo ai collage di Dadaisti e Costruttivisti, l’artista costruisce una serie di immagini in cui le suggestioni musicali si traducono in seducenti manifesti avanguardistici. In questi lavori compaiono titoli di canzoni, definizioni di generi musicali, immagini emblematiche del punk rock inglese, nomi di oscure band del sottobosco underground, il tutto mescolato con un appeal grafico che sta a metà tra la furia situazionista di un Jamie Reid e le pulite e rigorose geometrie del Bauhaus. La principale qualità di Di Caprio consiste nel saper creare sinergie e cortocircuiti tra le visioni dell’arte contemporanea e le suggestioni della cultura pop.

Nicola Di Caprio, Head frantic, collage e tecnica mista su carta, 30x40 cm., 2010

Nicola Di Caprio

Anche Michael Rotondi include l’immaginario iconografico del pop e del rock and roll nelle sue opere, ma ancorandolo saldamente alle sue memorie personali, attraverso una ricostruzione “storica” – se mi si passa il termine – che è insieme biografica e collettiva. Le sue opere, caotiche ed energetiche, sono bizzarri assemblaggi iconografici, come merzbau bidimensionali in cui schegge massmediatiche si confondono con reperti, annotazioni e disegni del suo vissuto personale. La ricerca dell’artista livornese procede per accumuli e stratificazioni, espandendosi in tutte le direzioni e con ogni mezzo possibile. Il collage è dunque solo una delle tecniche utilizzate dall’artista, che in questo caso lascia libero sfogo allo stile grafico limitando al minimo l’apporto segnico. A prevalere in questi lavori sono, infatti, le suggestioni optical, come nel caso di Just relax, al cui centro campeggia un vortice spiraliforme, e i pattern geometrici, come in The Indie-pendent love, con lo sfondo caratterizzato da strisce orizzontali.

Just relax. collage su carta.33x24 cm.2010

Michael Rotondi

Nei collage di Enzo Forese, dominati da atmosfere silenti e malinconiche, la donna è un motivo ricorrente, una presenza chiave attorno alla quale si dispone la muta poesia dei suoi paesaggi edenici, evocazioni nostalgiche di una classicità perduta. Insieme alla bellezza muliebre, metafora per eccellenza dell’effimero e insieme invito a cogliere le gioie del presente, Forese ricorre spesso al ready made d’immagini prefabbricate, desunte dalle riviste o dai libri di storia dell’arte. La citazione dei topoi artistici è, infatti, un’altra componente della sua indagine, che percorre la storia alla ricerca di frammenti in grado di riflettere e amplificare i suoi stati d’animo, oscillanti tra una rapita contemplazione della bellezza e l’amara consapevolezza dell’inevitabile trascorrere di tutte le cose. Come i versi degli antichi lirici greci, le visioni di Enzo Forese ci restituiscono, insieme all’incanto della vita, lo struggente sentimento del tempo.

Enzo Forese, Senza titolo 3, matita e collage, 15,5x21 cm., 2009

Enzo Forese

I collage di Paolo De Biasi sono eleganti rebus dal sapore un po’ retrò, simili a tavole di un vecchio libro di bislacche storie di spionaggio. Costruiti seguendo una logica combinatoria incurante della prospettiva e delle proporzioni, gli assemblaggi iconografici di De Biasi sfruttano largamente l’espediente della deformazione e dell’ipertrofia anatomica per raggiungere effetti stranianti e surreali. Come nel gioco del cadavre exquis inventato dai Surrealisti, le narrazioni dell’artista procedono sul filo di associazioni incongrue e collegamenti illogici, assumendo l’aspetto d’incompiuti rompicapi. Spy Story è, infatti, il titolo di queste misteriose composizioni, dove il mistero è accresciuto da una serie di parole mancanti che, come le Cancellature di Emilio Isgrò, amplificano il senso inesorabile di un’assenza, di una sottrazione che è, essa stessa, enigma.

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Paolo De Biasi

Un linguaggio che procede per sottrazioni, per riduzioni di segno e di colore è pure quello di Pierpaolo Febbo, che usa un disegno dai tratti infantili per raccontare storie minime, che attraverso laconiche apparizioni lasciano libero campo a molteplici interpretazioni. Semplici e insieme affascinanti, i lavori di Febbo sono spesso caratterizzati dalla presenza di animali, inseriti in un paesaggio scarno, la cui geografia è abbozzata attraverso sottili tratti di matita e strane forme di colore. In questi collage, le figure di un camoscio, un cervo e una lepre, forse ritagliate dalle pagine di un sussidiario scolastico, diventano protagoniste di tre scene di abbeveraggio dal sapore squisitamente folk, dove emerge la delicata vena lirica dell’artista.

I collage di Vanni Cuoghi sono un’estensione dei suoi acquarelli e dei suoi dipinti, in cui ritroviamo il suo stile compositivo, caratterizzato dall’assenza di sfondi e dalla predilezione verso il racconto. L’artista usa, infatti, i frammenti fotografici ritagliati da riviste per accentuare l’aspetto coloristico e ornamentale delle sue opere. Anche in queste opere, le sue narrazioni, spesso ambientate in un’imprecisata epoca romantica prossima all’età vittoriana, illustrano vicende enigmatiche. A prevalere sono le tinte fosche, come dimostra il collage in cui due donne sembrano contendersi una zolla di terra contenente un cranio putrescente, ma qualche volta l’artista si concede sprazzi di pura poesia, come nel caso della dama che trasforma il sentiero in una scia di fiori variopinti.

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Vanni Cuoghi

Enigmatici, sebbene improntati ad una luminosa chiarità, sono i lavori di Alice Colombo, realizzati abbinando il disegno con il collage e, in particolare, con la sovrapposizione di carte gigliate che formano una griglia ricorrente negli sfondi delle sue rappresentazioni. Quelli illustrati dall’artista milanese sono racconti immaginifici, surreali annotazioni che somigliano a lacerti di fiaba. Le giovani protagoniste delle sue opere, sorta di muti alter ego dell’artista, sembrano impegnate net tentativo di trovare un equilibrio precario, all’interno di una dimensione di rarefatta sospensione temporale. Nell’aereo universo di Alice Colombo, costellato di foreste pensili, specchi d’acqua cristallini e foglie gigantesche su cui sorgono castelli incantati, ogni cosa è collegata attraverso scale e fili, elementi che rivelano la necessità da parte dell’artista di cercare un ordine nell’apparente caos delle sue visioni.

momento_e_posto_giusto,collage_e_tec.mista_su_cartone_telato_e_cornice,23x23,2010

Alice Colombo

L’ARTE CHE AIUTA I BAMBINI – AAM Arte Accessibile Milano

20 Mar
Cari amici collezionisti, siete tutti invitati all’Asta benefica a favore di Abn Onlus e FATA Onlus (realtà attive in Lombardia) a cura di Ivan Quaroni con la partecipazione di 26 artisti contemporanei. Banditore d’asta Roberto Milani.
Quando? Sabato 13 aprile 2013 dalle 14.00 alle 16.00 Palazzo de Il Sole 24 ore | Sala 5 Via Monte Rosa 91, Milano.
Ingresso libero
Valerio Melchiotti,The meat grinder-olio su tela-50x60-2012
L’asta benefica “L’arte che aiuta i bambini” – realizzata grazie alla solidarietà di ventisei affermati artisti contemporanei: Pastorello, Paolo De Biasi, Thomas Berra, Stefano Fioresi, Vanni Cuoghi, Michael Rotondi, Silvia Argiolas, Giuliano Sale, Alice Colombo, Ilaria Del Monte, Irene Balia, Valerio Melchiotti, Isabella Nazzarri, Viviana Valla, Pierpaolo Febbo, Norma Picciotto, Carlo Alberto Rastelli, Silvia Mei, Massimo Della Pola, Debora Garritani, Anna Caruso, Milena Sgambato, Dario Molinaro, Roberto Fanari, Illulian Design Studio, Carlo Cane. I fondi raccolti durante l’evento saranno interamente devoluti a favore di due Onlus milanesi: Abn (Associazione per il Bambino Nefropatico) www.abn.it per contribuire al progetto triennale di nefrourologia pediatrica; e Fata (Famiglie Temporanea Accoglienza)www.fataonlus.com per contribuire alla casa di Fata, un edificio che ospita bambini allontanati dalla famiglia di origine per gravi situazioni di disagio familiare.
OLYMPUS DIGITAL CAMERAGiuliano Sale_Il piacere_2012 50x60 olio su telaSoglia,collage e tec.mista su tela, 60x80cm,2010Silvia Argiolas_il mio amico cattivo sostiene da anni un cuore che ride nello stomaco -olio e smalto su tela  60x602012 (2)personal armageddon70x50acrilicocollagetela2011OLYMPUS DIGITAL CAMERAPierpaolo Febbo, Paesaggio, 2012, acrilico e collage su tela, 120x60 cmIlaria Del Monte, Primo volo, olio su tela, 40x50cm,2011Irene Balia, Maya-acrilico e grafite su tela-cm50x70-2012Subculture - mix media on paper, 39,5 x 29,5 - 2013Dario Molinaro_Happy and thoughtless of thy day of doom! - cm 60x42, tecnica mista su carta_ anno 2012_courtesy l'artista e Romberg Arte ContemporaneaAnna Caruso - Madre natura - 50x50cm, 2013 -astaDissolvimento-30x20-olio su tela applicata su tavola 2011Carlo ALberto Rastelli, But all young lovers they look the__ same (2012), olio, acrilico, foglia oro e inserto in carta su tela, 60x100 cm-1Roberto Fanari Bagnante ceramica sintetica cm29x9x8 2013Massimo Dalla Pola, Milano,07.2004,digital print on watercolor paper,30x40cm,ed.3(P1010754)Debora Garritani_30x30Isabella Nazzarri, Io che divento una pianta in vaso_olio_su tela_70x100_2013Milena Sgambato_60x60cmPastorelloSenza titolo, tecnica mista su tela, 100x100cm, 2012Viviana Valla, highway's fish-1Fcuk, Iulian, Design CollectionYves Klein Gold - 120x100Valerio Melchiotti,The meat grinder-olio su tela-50x60-2012L'ENIGMA 11